Osservazioni sul 25 aprile
ENCLAVE ITALIANA :: NOI! la SMF :: Novità e pubblicazioni :: SULLA SCUOLA DI MISTICA argomenti inerenti la scuola sia in provincia che sul territorio nazionale.
Pagina 1 su1•
Osservazioni sul 25 aprile
La festa del 25 aprile, festa di una disfatta chiamata liberazione, diventa occasione per una vera baruffa tra destra e sinistra, le 2 mani dello stesso “delinquente”, per accaparrarsi l’ esclusiva circa i meriti della sconfitta del Fascismo: da un lato la sinistra in tutte le salse erede dei partigiani rossi marxisti o socialdemocratici che in tutti questi anni è stata preponderante sui media di massa nell’avocarsi gli onori e i meriti della resistenza, dall’altro una destra indispettita dall’essere stata tagliata fuori dagli onori, per bocca oggi dell’esponente dell’ex Alleanza Nazionale Alemanno, possiamo dire indispettita a ragione visto che le destre sono le eredi dichiarate del golpe del 25 luglio 1943 compiuto dalle forze reazionarie della società italiana, desiderose di liberarsi dal regime mussoliniano che ai loro ingordi appetiti poneva dei legaci, nel momento che i loro alleati anglo-americani erano in grado di fornire aiuto militare concreto (va anche menzionato il lavoro che la massoneria nordamericana svolse a partire dal 1941 per sabotare il Fascismo), visto che sono gli eredi dei sabotatori della Repubblica Sociale Italiana, e in parte eredi dei partigiani dato che la “resistenza” era composta anche da formazioni liberali e cattoliche. Quindi le destre liberal-conservatrici hanno tutto il diritto a rivendicare una maggiore attenzione nella festa del 25 aprile per il ruolo determinante che ebbero nel rovesciare il regime Fascista, espressione di una concezione a loro antitetica in misura maggiore del marxismo.
Se un accordo sulla spartizione dei riconoscimenti dei ruoli chiave nella lotta al Fascismo ancora non è stato trovato, destra e sinistra si sono da tempo trovate d’accordo sui lauti privilegi che la politica in giacca e cravatta garantisce a questa classe di parassiti.
I partiti stanno ancora ricevendo i rimborsi elettorali per le elezioni politiche 2006, che iniziano a ricevere nel contempo i rimborsi elettorali per le elezioni politiche del 13-14 aprile scorsi. Ogni elezione politica comporta un rimborso ai partiti che abbiano raggiunto almeno l’1% dei voti, di 10 euro per ogni cittadino avente diritto al voto per la camera dei deputati: moltiplicate 10 euro per oltre 47 milioni e vedete cosa vi viene. Quando la legge dei rimborsi elettorali venne introdotta per aggirare l’esito di un referendum popolare che disse no al finanziamento pubblico ai partiti, il rimborso era di 1 euro e 60 centesimi per ogni avente diritto al voto sia a camera che senato, di 0,80 centesimi per chi poteva votare solo alla camera; col tempo hanno aumentato via via il rimborso e per entrambe le camere hanno considerato tutti gli aventi diritto a votare per la camera dei deputati, sarà stato l’adeguamento al costo della vita che però noi poveri scemi c’è lo scordiamo. Il rimborso è sempre 3 volte circa quanto è stato speso per la campagna elettorale, e quanto resta facendo la differenza tra rimborso e spesa reale non viene restituito.
Il precedente governo Berlusconi oltre ad aver introdotto il rimborso in caso di elezioni anticipate, aveva istituito un fondo per ripianare i debiti dei partiti con le banche, come cavolo facciano a indebitarsi non è chiaro visto che l’attivismo dei partiti si riduce a manifestazioni un paio di volte l’anno e in periodo elettorale a riempire le strade di lerci manifesti pagando le affissioni a ditte specializzate (i loro militanti mica si scomodano! La colla sporca le mani?). Oltre ai rimborsi elettorali infatti, i partiti possono contare sui finanziamenti privati riservati: se prima i partiti erano obbligati a dichiarare gli autori dei finanziamenti privati superiori a 5.000 euro, obbligo sicuramente disatteso alla grande, adesso il limite entro il cui non c’è l’obbligo di specificare il donatore si è spostato a 50.000 euro.
In questi mesi ci sono anche un po’ di elezioni provinciali, comunali, regionali, e pertanto arriveranno i rimborsi anche per quelle visto che per tutte le amministrative sono previsti.
Si, i politicanti inseriti ad amministrare il nostro suolo hanno tutti i motivi a festeggiare il 25 aprile, perché vivono in un sistema che garantisce loro enormi privilegi senza fare alcun che di utile per la comunità nazionale e devono rispondere del loro operato solo ai capitalisti e a vari tirapiedi dei capitalisti che hanno costruito una società scema che affida le sue speranze a questi politicanti.
Mi domando cosa invece abbiano da festeggiare gli operai, i manovali, che vedono i luoghi di lavoro essere delle trappole mortali, che vedono una casta di industriali sempre più arrogante che chiede di attenuare le norme sulla sicurezza diffusamente disattese dai padroni per risparmiare, anzi guadagnare, tanto sanno che se succede qualcosa hanno alta probabilità di farla franca tra prescrizione abbreviata, legittimo sospetto, patteggiamento allargato, rinvii, e anche condannati difficile che ci rimettano significativamente. Gli schiavisti possono pertanto festeggiare.
Che avrebbero da festeggiare gli indebitati dei mutui a tasso variabile spinti a stipulare contratti che sembravano vantaggiosi e poi con l’aumento dei tassi di interesse si trovano col sedere per terra?
Che c’è da festeggiare sapendo che siamo vittime di un pasticcio economico internazionale che ci sta portando alla fame perché il sistema politico-economico uscito vincitore dal 25 aprile 1945 permette intrinsecamente il libero mercato (libero solo per le multinazionali) e le speculazioni finanziarie?
Che dobbiamo stare a festeggiare se quello che mangiamo è tossico perché il sistema uscito trionfante se ne frega di tutelare l’agricoltura e l’allevamento lasciandole in balia dell’industrialismo sfrenato e delle manipolazioni artificiali sulla natura?
Perché dobbiamo festeggiare se questa ricorrenza diventa occasione per denigrare a livelli osceni un' idea, quella sconfitta militarmente, feconda di tutele ai ceti popolari, di conduzione dell’economia entro processi virtuosi, di salvaguardia delle attività tradizionali, di rispetto per la natura, di innovazione?
Che festeggio se quando scrivo devo stare attento perché posso incappare in qualche astruso reato d’opinione con tutti i drammi enormi conseguenti? Allora liberi non siamo, è così? Almeno ditelo.
Il presidente della repubblica Giorgio Napolitano ha lanciato l’appello ai giovani per combattere le nuove forme di autoritarismo e di integralismo che minaccerebbero i valori della “liberazione”. Noi, avendo riferimenti diversi dai “liberatori” (marxisti, americani, plutocrati, massoni), combattiamo un autoritarismo montante, quello della dittatura del Dio denaro, del grande capitale e delle caste politiche reazionarie, combattiamo un integralismo dilagante totalitario, quello del debole pensiero borghese che vuol far di noi degli insignificanti automi protesi solo alla ricerca dell’effimero.
Alfredo Ibba
25 aprile 2008
www.avanguardia.tv
Se un accordo sulla spartizione dei riconoscimenti dei ruoli chiave nella lotta al Fascismo ancora non è stato trovato, destra e sinistra si sono da tempo trovate d’accordo sui lauti privilegi che la politica in giacca e cravatta garantisce a questa classe di parassiti.
I partiti stanno ancora ricevendo i rimborsi elettorali per le elezioni politiche 2006, che iniziano a ricevere nel contempo i rimborsi elettorali per le elezioni politiche del 13-14 aprile scorsi. Ogni elezione politica comporta un rimborso ai partiti che abbiano raggiunto almeno l’1% dei voti, di 10 euro per ogni cittadino avente diritto al voto per la camera dei deputati: moltiplicate 10 euro per oltre 47 milioni e vedete cosa vi viene. Quando la legge dei rimborsi elettorali venne introdotta per aggirare l’esito di un referendum popolare che disse no al finanziamento pubblico ai partiti, il rimborso era di 1 euro e 60 centesimi per ogni avente diritto al voto sia a camera che senato, di 0,80 centesimi per chi poteva votare solo alla camera; col tempo hanno aumentato via via il rimborso e per entrambe le camere hanno considerato tutti gli aventi diritto a votare per la camera dei deputati, sarà stato l’adeguamento al costo della vita che però noi poveri scemi c’è lo scordiamo. Il rimborso è sempre 3 volte circa quanto è stato speso per la campagna elettorale, e quanto resta facendo la differenza tra rimborso e spesa reale non viene restituito.
Il precedente governo Berlusconi oltre ad aver introdotto il rimborso in caso di elezioni anticipate, aveva istituito un fondo per ripianare i debiti dei partiti con le banche, come cavolo facciano a indebitarsi non è chiaro visto che l’attivismo dei partiti si riduce a manifestazioni un paio di volte l’anno e in periodo elettorale a riempire le strade di lerci manifesti pagando le affissioni a ditte specializzate (i loro militanti mica si scomodano! La colla sporca le mani?). Oltre ai rimborsi elettorali infatti, i partiti possono contare sui finanziamenti privati riservati: se prima i partiti erano obbligati a dichiarare gli autori dei finanziamenti privati superiori a 5.000 euro, obbligo sicuramente disatteso alla grande, adesso il limite entro il cui non c’è l’obbligo di specificare il donatore si è spostato a 50.000 euro.
In questi mesi ci sono anche un po’ di elezioni provinciali, comunali, regionali, e pertanto arriveranno i rimborsi anche per quelle visto che per tutte le amministrative sono previsti.
Si, i politicanti inseriti ad amministrare il nostro suolo hanno tutti i motivi a festeggiare il 25 aprile, perché vivono in un sistema che garantisce loro enormi privilegi senza fare alcun che di utile per la comunità nazionale e devono rispondere del loro operato solo ai capitalisti e a vari tirapiedi dei capitalisti che hanno costruito una società scema che affida le sue speranze a questi politicanti.
Mi domando cosa invece abbiano da festeggiare gli operai, i manovali, che vedono i luoghi di lavoro essere delle trappole mortali, che vedono una casta di industriali sempre più arrogante che chiede di attenuare le norme sulla sicurezza diffusamente disattese dai padroni per risparmiare, anzi guadagnare, tanto sanno che se succede qualcosa hanno alta probabilità di farla franca tra prescrizione abbreviata, legittimo sospetto, patteggiamento allargato, rinvii, e anche condannati difficile che ci rimettano significativamente. Gli schiavisti possono pertanto festeggiare.
Che avrebbero da festeggiare gli indebitati dei mutui a tasso variabile spinti a stipulare contratti che sembravano vantaggiosi e poi con l’aumento dei tassi di interesse si trovano col sedere per terra?
Che c’è da festeggiare sapendo che siamo vittime di un pasticcio economico internazionale che ci sta portando alla fame perché il sistema politico-economico uscito vincitore dal 25 aprile 1945 permette intrinsecamente il libero mercato (libero solo per le multinazionali) e le speculazioni finanziarie?
Che dobbiamo stare a festeggiare se quello che mangiamo è tossico perché il sistema uscito trionfante se ne frega di tutelare l’agricoltura e l’allevamento lasciandole in balia dell’industrialismo sfrenato e delle manipolazioni artificiali sulla natura?
Perché dobbiamo festeggiare se questa ricorrenza diventa occasione per denigrare a livelli osceni un' idea, quella sconfitta militarmente, feconda di tutele ai ceti popolari, di conduzione dell’economia entro processi virtuosi, di salvaguardia delle attività tradizionali, di rispetto per la natura, di innovazione?
Che festeggio se quando scrivo devo stare attento perché posso incappare in qualche astruso reato d’opinione con tutti i drammi enormi conseguenti? Allora liberi non siamo, è così? Almeno ditelo.
Il presidente della repubblica Giorgio Napolitano ha lanciato l’appello ai giovani per combattere le nuove forme di autoritarismo e di integralismo che minaccerebbero i valori della “liberazione”. Noi, avendo riferimenti diversi dai “liberatori” (marxisti, americani, plutocrati, massoni), combattiamo un autoritarismo montante, quello della dittatura del Dio denaro, del grande capitale e delle caste politiche reazionarie, combattiamo un integralismo dilagante totalitario, quello del debole pensiero borghese che vuol far di noi degli insignificanti automi protesi solo alla ricerca dell’effimero.
Alfredo Ibba
25 aprile 2008
www.avanguardia.tv





