I RIBELLI SIAMO NOI !
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I RIBELLI SIAMO NOI !
NOI SIAMO I VERI RIBELLI
"Per gli altri è facile chiamarsi ribelli quando si crede di avere gli amici a pochi giorni di distanza, quando si ritiene la vittoria già scontata, quando si pensa di essere dalla parte del più forte, dell'ormai invincibile. E' comodo farsi chiamare ribelli quando i successi degli alleati incoraggiano nella fase in cui l'iniziativa è dalla loro. E' piacevole farsi chiamare ribelli quando si è circondati dalle premure di tanti pavidi che intendono crearsi benemerenza verso il "cavallo vincente", quando si hanno incitamenti e aiuti da tanti plutocrati che puntano sull'affare ritenuto più sicuro, pur senza trascurare la distribuzione dei rischi; quando pare eroico in senso utilitaristico seguire la corrente e farsene paladini".
"No, non sono ribelli questi opportunisti degli eventi contingenti che la pensano come la preponderante parte della popolazione mondiale che circoscrive il nucleo fascista. In realtà non ribelli sono quegli sciagurati nostrani che, convinti del possesso di buona carta di credito scontabile a breve scadenza, allargano le ferite della Patria martoriata.
Questi partigiani guidati dal centro-destra del liberismo sfrenato o dai "nuovi democratici" a fase alterne, sono in gran parte "volgarissimi" banditi e grassatori per i quali è una bozza la maschera di un ribellismo politico sul vero volto della rapina e della delinquenza comune e sono nel resto, dei disorientati senza un preciso obiettivo, tanto che i dissidi tra le varie correnti sono numerosi e insanabili".
I VERI RIBELLI SIAMO NOI (fascisti)
"Ribelli contro un mondo vecchio di egoisti, di privilegiati, di conservatori, di capitalisti oppressori di falliti sistemi, di superate ideologie, di dottrine ingannatrici, di falsi e bugiardi. Ribelli insomma contro il mondo dell'ingiustizia. Ribelli in nome di una santa causa, di una società giusta e ordinata, di rispetto del lavoro, di dignità nazionale, di amore alla patria, al nucleo famigliare, alle onorevoli ed egregie imprese della vita:.."
"Ribelli che non misurano gli ostacoli, che non si soffermano sulle prospettive. E la fede trasfonde nei nostri cuori la certezza della vittoria, accesa come una fiamma ardente anche nel buio della sfortuna.
Certezza materiale di cuori che vibrano, di cervelli che demoliscono nel genio inventivo, la superiorità avversaria, di slancio, di sicurezza baldanzosa ai limiti del possibile, di riprese esistenziali, di egoismi travolgenti. Certezza che crea la carta buona, l'ultima carta, quella del trionfo. E' il miracolo delle minoranze che fanno la storia oggi come ieri, come l'altro ieri, come domani. Colombo era solo nel suo viaggio. Galileo, deriso. Mazzini parlava solingo ad italiani sordi. E' il miracolo dei fanatici, dei credenti, dei fedeli".
La fede dei fanatici, un miracolo dei ribelli d'onore contro i colpi della sorte, nel nome dell'idea e della novella Storia.
Osservate Mussolini - una vita leggendaria, una cavalcata eroica nelle strade della storia, seguito dalla fede nella buona fortuna, da pochi fanatici nella cattiva, sempre solo nel genio altissimo. Tenace, incrollabile nel grande amore per la l'Italia. Solo con pochi uomini fedeli fino al sacrificio. Dopo il tradimento nefasto e il caos spaventoso dell'8 settembre, compie il miracolo di una repubblica che affida le sorti alla Storia, le leggi dell'onore, dell'eroismo, della giustizia sociale.
Ribelle al corso tortuoso degli eventi, alla forza d'inerzia di un mondo superato, bolso, meschino, traccia la via del progresso e della civiltà.
Non c'è dubbio, e ogni italiano la cui mente non è annebbiata dai pregiudizi, deve convenire che i ribelli, nel senso nobile della parola, siamo noi. Fascisti, noi autentici partigiani della patria.
Qualunque cosa accada noi siamo destinati alla vittoria e l'ultima battaglia di questo immenso conflitto ci omaggerà al fuoco della nostra fede.
Nella giusta causa e del nostro amore infinito ad onta di tutto. Per l'Italia, per i lavoratori italiani.
Su, dunque, animelle smarrite, coscienze incerte, cervelli traviati, cogliete l'animo fuggente nel quadrante del destino e seguiteci sulla strada maestra che con lo spirito e il ferro percorriamo verso la luce della giustizia".
CsFC-Enclave ITALIANA
sbandati neri
"Per gli altri è facile chiamarsi ribelli quando si crede di avere gli amici a pochi giorni di distanza, quando si ritiene la vittoria già scontata, quando si pensa di essere dalla parte del più forte, dell'ormai invincibile. E' comodo farsi chiamare ribelli quando i successi degli alleati incoraggiano nella fase in cui l'iniziativa è dalla loro. E' piacevole farsi chiamare ribelli quando si è circondati dalle premure di tanti pavidi che intendono crearsi benemerenza verso il "cavallo vincente", quando si hanno incitamenti e aiuti da tanti plutocrati che puntano sull'affare ritenuto più sicuro, pur senza trascurare la distribuzione dei rischi; quando pare eroico in senso utilitaristico seguire la corrente e farsene paladini".
"No, non sono ribelli questi opportunisti degli eventi contingenti che la pensano come la preponderante parte della popolazione mondiale che circoscrive il nucleo fascista. In realtà non ribelli sono quegli sciagurati nostrani che, convinti del possesso di buona carta di credito scontabile a breve scadenza, allargano le ferite della Patria martoriata.
Questi partigiani guidati dal centro-destra del liberismo sfrenato o dai "nuovi democratici" a fase alterne, sono in gran parte "volgarissimi" banditi e grassatori per i quali è una bozza la maschera di un ribellismo politico sul vero volto della rapina e della delinquenza comune e sono nel resto, dei disorientati senza un preciso obiettivo, tanto che i dissidi tra le varie correnti sono numerosi e insanabili".
I VERI RIBELLI SIAMO NOI (fascisti)
"Ribelli contro un mondo vecchio di egoisti, di privilegiati, di conservatori, di capitalisti oppressori di falliti sistemi, di superate ideologie, di dottrine ingannatrici, di falsi e bugiardi. Ribelli insomma contro il mondo dell'ingiustizia. Ribelli in nome di una santa causa, di una società giusta e ordinata, di rispetto del lavoro, di dignità nazionale, di amore alla patria, al nucleo famigliare, alle onorevoli ed egregie imprese della vita:.."
"Ribelli che non misurano gli ostacoli, che non si soffermano sulle prospettive. E la fede trasfonde nei nostri cuori la certezza della vittoria, accesa come una fiamma ardente anche nel buio della sfortuna.
Certezza materiale di cuori che vibrano, di cervelli che demoliscono nel genio inventivo, la superiorità avversaria, di slancio, di sicurezza baldanzosa ai limiti del possibile, di riprese esistenziali, di egoismi travolgenti. Certezza che crea la carta buona, l'ultima carta, quella del trionfo. E' il miracolo delle minoranze che fanno la storia oggi come ieri, come l'altro ieri, come domani. Colombo era solo nel suo viaggio. Galileo, deriso. Mazzini parlava solingo ad italiani sordi. E' il miracolo dei fanatici, dei credenti, dei fedeli".
La fede dei fanatici, un miracolo dei ribelli d'onore contro i colpi della sorte, nel nome dell'idea e della novella Storia.
Osservate Mussolini - una vita leggendaria, una cavalcata eroica nelle strade della storia, seguito dalla fede nella buona fortuna, da pochi fanatici nella cattiva, sempre solo nel genio altissimo. Tenace, incrollabile nel grande amore per la l'Italia. Solo con pochi uomini fedeli fino al sacrificio. Dopo il tradimento nefasto e il caos spaventoso dell'8 settembre, compie il miracolo di una repubblica che affida le sorti alla Storia, le leggi dell'onore, dell'eroismo, della giustizia sociale.
Ribelle al corso tortuoso degli eventi, alla forza d'inerzia di un mondo superato, bolso, meschino, traccia la via del progresso e della civiltà.
Non c'è dubbio, e ogni italiano la cui mente non è annebbiata dai pregiudizi, deve convenire che i ribelli, nel senso nobile della parola, siamo noi. Fascisti, noi autentici partigiani della patria.
Qualunque cosa accada noi siamo destinati alla vittoria e l'ultima battaglia di questo immenso conflitto ci omaggerà al fuoco della nostra fede.
Nella giusta causa e del nostro amore infinito ad onta di tutto. Per l'Italia, per i lavoratori italiani.
Su, dunque, animelle smarrite, coscienze incerte, cervelli traviati, cogliete l'animo fuggente nel quadrante del destino e seguiteci sulla strada maestra che con lo spirito e il ferro percorriamo verso la luce della giustizia".
CsFC-Enclave ITALIANA
sbandati neri
Re: I RIBELLI SIAMO NOI !
Katzimigas ha scritto:Ma i ribelli non erano i partigiani?
Oggi e in futuro, per come vanno le cose, i ribelli siamo e saremo noi.
Vi siete dimenticato di presentarvi.
Re: I RIBELLI SIAMO NOI !
Katzimigas ha scritto:La presentazione sta nel mio pseudonimo
Non mi piacciono i rebus, Vi sarei grato se vorrete presentarvi come tutti nel 3d preposto. grazie







